“Uno dei consiglieri fu il padre di Zinno”. Di Marco su la questione ex Città Solidali ed Aido-Teseo

Dalla pagina social del consigliere Di Marco, pubblichiamo l’intervento sulla questione ex Città Solidali ed Aido-Teseo:

Ritengo inopportuno intervenire sulla vicenda degli stipendi non pagati agli operatori dell’ AIDO-TESEO: in costanza di avvenimenti meglio aspettare l’esito dell’arbitrato relativo al milione di euro a cui la società ritiene di avere diritto.
Appare invece opportuno puntualizzare alcuni aspetti emersi dalle dichiarazioni del sindaco e del suo vice.
Ogni qualvolta si parli di servizi sociali a San Giorgio a Cremano, il sindaco ci intrattiene amabilmente sulla causa di tutti i mali, vale a dire la scriteriata gestione di Città Solidali, la società mista per i servizi alla persona di cui il Comune era il maggior azionista.
Nelle sue esternazioni però il primo cittadino dimentica di evidenziare che uno dei primi consiglieri di amministrazione di Città Solidali é stato suo padre.
Dimentica il primo cittadino che l’amministrazione Giorgiano-Zinno denunciò in consiglio comunale un disavanzo di Città Solidali, nel 2007, di circa 4 milioni di euro, salvo poi trovarsi con un disavanzo appurato dal Tribunale di circa 900 mila euro.
E poi, dal momento che abbiamo oggi in amministrazione un assessore così sensibile alle condizioni di salute delle casse comunali, magari potrà finalmente dirci per quali motivi ad una certa società, che in passato ha gestito i servizi sociali, abbiamo versato oltre 8 milioni di euro in 33 mesi quando il contratto prevedeva un canone annuo di 2.200.000 euro?
E come mai, dopo questo fiume di soldi, la stessa società ha vinto un contenzioso con l’Ente per 300.000 euro ulteriori, liquidati dal Comune di San Giorgio a Cremano poche settimane orsono?

Ad ogni ben canto, considerata la buona volontà dei nostri amministratori, così sensibili ai bisogni dei disabili e ai diritti de lavoratori, non sarebbe il caso di ripensare ad una gestione diretta dei servizi sociali da parte del Comune tramite struttura strumentale dell’Ente e cooperativa di operatori?
Perché non pensare a riportare nelle competenze della gestione pubblica un servizio che, per principio, non deve produrre lucro, ma assistenza?

il consigliere Aquilino Di Marco

 

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