Sito incestuoso digitando “premiotroisi”

Notizia del 2010

Per reperire tutte le informazioni utili per la prossima edizione del Premio Massimo Troisi, in programma dal 12 al 18 luglio, basta digitare il sito internet www.premiomassimotroisi.it, ma guai a sbagliare e comporre frettolosamente il dominio www.premiotroisi.it, com o org, si rischierebbe di trovarsi su una pagina di un sito porno inneggiante all’incesto.

La sconcertante scoperta è stata fatta ieri da alcuni consiglieri comunali che, ingannati dalla “familiarità” con cui è chiamato il Premio Massimo Troisi sia dagli “addetti ai lavori” che dai cittadini sangiorgesi e i media, avevano digitato l’indirizzo web dimenticando il nome dell’artista sangiorgese scomparso. Il volto di un uomo con i baffi, disegnato sul sito, avrebbe potuto facilmente essere confuso per quello del neo direttore artistico, Maurizio Costanzo, ma le altre immagini e le didascalie in inglese, lasciavano poco adito a dubbi: quello non era il sito dell’Istituzione Comunale “Premio Massimo Troisi”, e le spiegazioni sottostanti non erano la traduzioni per i bandi di “miglior attore comico” né quelli per “migliore scrittura comica”. Una parola, soprattutto, saltava subito all’occhio ed era ben lontana dallo spirito del regista e comico sangiorgese: “incest”. Una parola che ha fatto andare su tutte le furie il vicepresidente dell’istituzione, Pietro De Martino, che ieri mattina si è recato in commissariato per denunciare il tutto. «Mi sono preoccupato – ha spiegato De Martino – soprattutto dell’eventualità che su quel sito potessero finirci dei minori alla ricerca del bando per partecipare alla sezione “Miglior cortometraggio studentesco”. Mi sono così messo in contatto già mercoledì con la polizia postale e ieri mattina mi sono recato in commissariato per sporgere denuncia. Spero che quanto prima i responsabili siano individuati e paghino per i reati commessi».

«Aldilà dei reati commessi dai creatori del sito porno,  – spiega A.S. creatore di siti internet – è stata commessa una leggerezza quando si è registrato il dominio del sito dell’Istituzione comunale, la quale, per evitare “incidenti” e reindirizzamenti su altri siti, avrebbe dovuto acquistare anche gli altri domini o indirizzi simili».

Aiutati dal web master e attraverso una semplice ricerca online, il dominio “porno” risulta registrato da una società napoletana con sede in via Cesare Rosaroll, intestata ad un consigliere nazionale dell’Assoprovider, un’associazione di operatori indipendenti nel settore dei Servizi Internet e della connettività, nata nel 1999 e che oggi conta circa 190 aziende iscritte su tutto il territorio nazionale. Tra le priorità dell’Assoprovider: “Creare un codice di autoregolamentazione per la fornitura di servizi internet di qualità”. C’è da chiedersi se di questa “priorità” siano a conoscenza tutti i consiglieri!

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