SAN GIORGIO A CREMANO FESTEGGIA LO STESSO IL GIORNO DEL GIOCO

“Gli adulti dovrebbero imparare ad essere seri come i bambini quando giocano”

A San Giorgio a Cremano oggi in maniera autonoma molte scuole, associazioni, commercianti gruppi di ragazzi, hanno organizzato un momento ludico durante l’arco della giornata e, a macchia di leopardo, si moltiplicheranno i momenti di gioco nelle scuole, nelle strade, nelle librerie, nei quartieri e questo si avvicina sempre di più alla quotidianità, come era ovviamente nell’obiettivo dei bambini che hanno richiesto ed ottenuto il GIORNO DEL GIOCO e non il giorno dei bambini. Come sempre i bambini dimostrano di superare il loro interesse personale. La proposta avanzata dai bambini nel 2006 riguardava infatti non solo la loro categoria ma l’intera cittadinanza. A loro avviso gli adulti giocano poco o non giocano più con i bambini e questo crea molti problemi, sia agli adulti che agli stessi bambini. La proposta è stata quindi di avere un giorno all’anno in cui tutti sono invitati a giocare. Il giorno scelto dai bambini è stato il SECONDO MERCOLEDÌ DEL MESE DI MAGGIO perché deve essere un giorno lavorativo: non per guadagnare un giorno di vacanza, ma per rompere lo schema adulto del lavoro separato dal piacere, dal gioco, dal rapporto con gli altri. Deve essere lavorativo in modo che le scuole siano aperte, ma aperte per giocare: i docenti, i genitori e i bambini dovranno preparare questa giornata speciale in modo che a scuola, in quel giorno, si possa giocare oppure se l’insegnante ed i genitori vogliono si possa uscire a giocare in città.
Il diritto e il bisogno di giocare dei bambini non è annuale, è quotidiano e continuo, ma quello che si è realizzato con l’istituzione del Giorno del Gioco è una buona risposta ai bambini.

Ognuno nel nostro piccolo può cogliere lo spirito dell’iniziativa per riviverlo in maniera originale e creativa attraverso le richieste e le esigenze dei propri bambini e le proprie disponibilità. L’importante è che l’impegno sia alto, alto il livello di compromesso degli adulti, alto il livello di contraddizione e di rottura di schemi concesso ai bambini. Questo rende significativa l’esperienza e questo vale la pena di pensare.

Le scuole di San Giorgio a Cremano hanno saputo accettare la sfida difficile: oggi 13 maggio sono aperte solo per giocare e molte classi, grazie alla collaborazione dei dirigenti e degli insegnanti, si trasformeranno in ludoteche. Allora come si auspicava la voglia di giocare è rimasta attaccata ai banchi e alle cattedre delle classi. Questo è il grande successo della X edizione, questa è la vittoria dei bambini che hanno chiesto il «Giorno del gioco», ma anche per gli insegnanti che hanno saputo capirlo e accettarlo. La scuola di ogni grado e di ogni paese dovrebbe interrogarsi rispetto al tema del gioco, che comunque rappresenta l’interesse più grande per i propri allievi. Dovrebbe cercare di capire se e come potrebbe entrare nelle classi, nei programmi, nei rapporti fra allievi, fra allievi e docenti e fra i docenti. Potrebbe essere un modo nuovo e probabilmente più efficace per affrontare il complesso problema della disciplina e quello apparentemente irrisolvibile della disaffezione degli allievi rispetto alla scuola. Per tutto quello che si è scritto sull’importanza del gioco spero che nessuno pensi a una proposta di banalizzazione o di impoverimento culturale della scuola.

Comunicato di Francesco Langella,
coordinatore Laboratorio Regionale Città dei Bambini e delle Bambine

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