Refezione Scolastica – La mail di Tiziana

Mensa Refezione ScolasticaGentilissima redazione, leggo alcune lettere inviate da mamme in merito alla MANCATA refezione Scolastica negli istituti di San Giorgio a Cremano, e con mio grande rammarico leggo che l’unica a rispondere e pare ad essersi attivata in merito per andare incontro alle esigenze dei genitori con figli a Tempo Pieno, parrebbe essere la Dirigente della Don Milani, signora Pirone… e gli altri dirigenti?

Personalmente mi trovo in questi giorni a dibattere per chiacchiere interminabili e inconcludenti, con altre mamme come me, che hanno i figli iscritti alla De Filippo, dove non pare trovarsi un punto di incontro tra dirigenza, personale e genitori.

La scuola in questione ha la maggior parte delle classi a modulo (27 e 30 ore) e la soluzione piu naturale sarebbe quella di allungare l’orario di uscita quotidiano anzichè insistere con il prolungamento (uno o due giorni a settimana). eppure questa soluzione pare non essere presa in considerazione… e ci si sta adoperando per ricorrere al servizio di catering privato, (a carico del genitore che vuole usufruirne) in quanto parrebbe che nemmeno la possibilità di un panino a settimana sia contemplato… perchè? perchè la dirigente scolastica della De Filippo,non ha provveduto a fornire a noi genitori un opzione valida?

Perchè non dare la possibilità a chi ha figli sia alla materna che alla primaria di non subire un disagio, ma poter avere un unico orario di uscita?

Speranzosa di un chiarimento in merito

Tiziana, mamma

Mail ricevuta il  15 novembre 2012

Notizia Principale:

One Reply to “Refezione Scolastica – La mail di Tiziana”

  1. la preoccupazione maggiore della Dirigente dell’istituto Comprensivo de Filippo non è stata quella di assicurare una mensa adeguata agli alunni bensì quella di chiedere liberatorie ed esoneri di responsabilità. Chi decide di accedere al servizio mensa alternativo deve rivolgersi ad un soggetto privato, individuato dal Consiglio d’Istituto in una recente delibera mai pubblicata (si rammenta che per la validità qualunque delibera deve essere pubblicata per consentirne l’eventuale impugnazione nei termini di Legge), ma deve anche contestualmente firmare un documento di esonero da qualunque responsabilità alla Scuola. La mensa alternativa, nella legittima possibilita’ conferita alle scuole, nella loro autonomia, di autogestire la mensa prevede tempi, modi, protocolli di trasparenza ed igienicita’ che nulla hanno in comune con il “nostro” momento di EMERGENZA. Insomma, l’autogestione si programma e non si improvvisa. Cio’ che a me appare grave pero’, non e’ l’opzione di affidare a privati la produzione e la consegna dei pasti scolastici ( si badi bene che non si tratta di refezione scolastica), che pure puo’ avere garanzie certe, ma e’ piuttosto la corsa alla liberatoria che risponde ad Assenze (istituzionali) con altre assenze. La scuola non puo’ terrorizzare i genitori con tutte queste richieste di esonero da responsabilita’, non deve. E’ evidente che quella liberatoria e’ stata dettata e solo trascritta dal Consiglio d’Istituto trasmettendo un messaggio sbagliato. IO VI DICO COSA FARE MA NON NE RISPONDO, questo e’ cio’ che io ne ricavo. Perche’ non riportare sulla liberatoria i dati del soggetto prescelto, i costi, le modalita’ del servizio, tempi, autorizzazioni, invece di stabilire genericamente che deve trattarsi di soggetto conforme alle Norme. A quali norme, quelle di produzione o refezione dei pasti? Vuol dire che ciascuno può autonomamente rivolgersi ad un ristorante? Ciò che davvero preoccupa è la corsa, la fretta di risolvere, perche’ nasconde questioni diverse dalla mensa: rientri, orari, monte ore, stipendi, progetti. Tutto legittimo ma diciamolo. Diciamo tutto. Siamo in emergenza. Inoltre ogni giorno buona parte della platea scolastica, all’ora di pranzo tornerà a casa. Siamo proprio sicuri di aver risolto un problema? Grazie, Giorgio Esposito

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