Refezione Scolastica – Il post di Giorgio

Mensa Refezione ScolasticaLa preoccupazione maggiore della Dirigente dell’istituto Comprensivo de Filippo non è stata quella di assicurare una mensa adeguata agli alunni bensì quella di chiedere liberatorie ed esoneri di responsabilità. Chi decide di accedere al servizio mensa alternativo deve rivolgersi ad un soggetto privato, individuato dal Consiglio d’Istituto in una recente delibera mai pubblicata (si rammenta che per la validità qualunque delibera deve essere pubblicata per consentirne l’eventuale impugnazione nei termini di Legge), ma deve anche contestualmente firmare un documento di esonero da qualunque responsabilità alla Scuola. La mensa alternativa, nella legittima possibilita’ conferita alle scuole, nella loro autonomia, di autogestire la mensa prevede tempi, modi, protocolli di trasparenza ed igienicita’ che nulla hanno in comune con il “nostro” momento di EMERGENZA. Insomma, l’autogestione si programma e non si improvvisa. Cio’ che a me appare grave pero’, non e’ l’opzione di affidare a privati la produzione e la consegna dei pasti scolastici ( si badi bene che non si tratta di refezione scolastica), che pure puo’ avere garanzie certe, ma e’ piuttosto la corsa alla liberatoria che risponde ad Assenze (istituzionali) con altre assenze. La scuola non puo’ terrorizzare i genitori con tutte queste richieste di esonero da responsabilita’, non deve. E’ evidente che quella liberatoria e’ stata dettata e solo trascritta dal Consiglio d’Istituto trasmettendo un messaggio sbagliato. IO VI DICO COSA FARE MA NON NE RISPONDO, questo e’ cio’ che io ne ricavo. Perche’ non riportare sulla liberatoria i dati del soggetto prescelto, i costi, le modalita’ del servizio, tempi, autorizzazioni, invece di stabilire genericamente che deve trattarsi di soggetto conforme alle Norme. A quali norme, quelle di produzione o refezione dei pasti? Vuol dire che ciascuno può autonomamente rivolgersi ad un ristorante? Ciò che davvero preoccupa è la corsa, la fretta di risolvere, perche’ nasconde questioni diverse dalla mensa: rientri, orari, monte ore, stipendi, progetti. Tutto legittimo ma diciamolo. Diciamo tutto. Siamo in emergenza. Inoltre ogni giorno buona parte della platea scolastica, all’ora di pranzo tornerà a casa. Siamo proprio sicuri di aver risolto un problema?

Giorgio

Post ricevuto il 15 Novembre 2012

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2 Replies to “Refezione Scolastica – Il post di Giorgio”

  1. Scopro con colpevole ritardo questo post, ma tuttavia sempre in tempo per chiarire alcune cose.
    La liberatoria in questione non è in nessun modo collegabile al Consiglio di istituto in quanto iniziativa della Dirigente.
    Se un giorno mi accorgessi di essere solo un ratificatore di scelte e decisioni altrui non esiterei un secondo ad abbandonare tale istituzione scolastica.
    Per quanto riguarda la delibera, regolarmente pubblicata nella bacheca alla sinistra dell’ingresso della scuola, non contempla la scelta di una ditta esterna in sostituzione della refezione comunale ma solo ed unicamente <>.
    In assenza della refezione comunale, così come già avviene da settimane in altri istituti, si sarebbe proceduto con il rientro dopo l’uscita per il pranzo. In alternativa a questo ulteriore stress è stato proposto dalla componente genitori del consiglio di istituto e, si badi bene, contro il parere di alcune (troppe) docenti, di adottare un metodo di pasto alternativo.
    Avendo noi come istituto una regola ben nota, che non ho fatto ne ho contribuito a fare ma che in larga parte condivido, la quale vieta l’introduzione del panino, ma soprattutto essendoci stata posta la condizione di dover fornire un pasto uguale per tutti, si è deciso di interpellare delle strutture idonee ad offrire un servizio che si avvicinasse il più possibile alla refezione comunale, non tanto nella qualità, notoriamente scarsa per quanto riguarda il centro cottura del comune, ma nelle metodologie e soprattutto nei costi.
    Ritornando alla liberatoria, in essa non si sarebbe mai potuto scrivere nulla riguardo l’organizzazione di questa “refezione alternativa” in quanto si tratta di un accordo genitore-ditta dove la scuola non ha voce in capitolo.
    Resta un grosso rammarico da parte mia nel non essere riuscito a spiegare a tutti che la scuola avrebbe continuato tranquillamente con l’orario ridotto fino a gennaio e le reazioni delle citate docenti lo dimostrano per cui tutto ciò che si suppone sia celato in quella liberatoria non ha nessun motivo di esistere.
    Infine, ma non meno importante, chiedi se siamo sicuri di aver risolto il problema perchè “ogni giorno buona parte della platea scolastica, all’ora di pranzo tornerà a casa”…..i numeri dicono che alle medie l’80% dei ragazzi restano a scuola mentre alla primaria le percentuali variano tra gli iscritti alle 27, 30 e 40 ore, ma in ogni caso sul totale si supera il 70%.

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