Presentata la nuova delegazione neoborbonica dell’area vesuviana

Sabato 15 dicembre presso il caf di via Pittore 88, è stata presentata la prima delegazione  neoborbonica dell’area vesuviana.

presentazione associazione neoborbonicaA presenziare l’evento, il neo Cavaliere del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, nonchè consigliere comunale, Ciro Di Giacomo: “Sono contento di questa grande partecipazione. Vedo presenti anche altri consiglieri come Sesto e Giordano, il neo presidente del Forum dei Giovani Francesco Villani, la stampa, tanti amici e sicuramente molti curiosi di capire cosa rappresentiamo. Oggi stiamo inaugurando, anche a San Giorgio, una nuova associazione culturale neoborbonica. Chi siamo? Siamo cittadini meridionali che vogliono fare luce su un periodo storico, che nasconde molte ombre: quello che interessa il nostro meridione da prima dell’unità d’Italia ad oggi. Sono ormai 150 anni che “TUTTI” ci promettono che le cose cambieranno, che ci aiuteranno a ripartire, primo fra tutti Garibaldi e l’allora Re Vittorio Emanuele II, poi quasi tutti i nostri governatori nazionali che si sono susseguiti. Dopo l’unità ci sono stati anni di brigantaggio, ci hanno borseggiato, violentato e hanno distrutto tutto, fabbriche, industrie…ci dicevano che con l’unità d’Italia ci saremmo risollevati, ma noi non avevamo bisogno di risollevarci, noi eravamo già primi in Europa. Poi la prima e seconda guerra mondiale. Nuovamente tutto distrutto e di nuovo a dirci che ci saremmo risollevati, che ci avrebbero aiutato. Ancora oggi continuiamo a sentire in Tv che ci vogliono “aiutare”, che ci daranno una mano…tutte parole. Sono 150 anni di FALSITA’! Non c’è mai stata la volontà da parte di NESSUNO di voler far rinascere il meridione. Si, “rinascere”! Perchè prima dell’unità d’Italia, eravamo il regno tra i più potenti del mondo. Come possono pretenderlo se le banche continuano a dare mutui a tassi più convenienti alle imprese del Nord rispetto a quelle del Sud. E questo è solo un esempio…continuano a privilegiare il Nord…si, CONTINUANO! Perchè anche l’unità d’Italia è stata raccontata dai vincitori ed ovviamente sono state omesse molte cose. Evidentemente da 150 anni la volontà è stata sempre e solo quella di lasciare che il Meridione d’Italia soccombesse. Di certo non sogniamo un ritorno alla monarchia Borbonica, nè tantomeno nessuno degli eredi Borbonici ha mai chiesto cose simili, ma sicuramente lavoreremo affinchè la storia venga riscritta e soprattutto per far sì che tutti noi meridionali riprendiamo coscienza della forza della nostra terra, l’identità e l’orgoglio di essere Meridionali. Eravamo una potenza economica prima al mondo. Dalle ultime ricerche risulta che, paragonando ad oggi i nostri numeri, avremmo fatto invidia agli attuali tedeschi. Ed invece ci ritroviamo ad avere numeri paragonabili al terzo mondo. Evidentemente qualcosa non è andato come doveva andare, o qualcuno ha voluto che ciò si verificasse. A San Giorgio c’è ancora una piazza dedicata a chi è marchiato del sangue della nostra gente, di chi ha causato migliaia di morti nel Meridione. C’è ancora una piazza dedicata a Vittorio Emanuele II. Ho già presentato, tempo fa, una richiesta che ne modificasse il nome. All’epoca non fu accolta. Oggi, con questa nuova conoscenza dei fatti, potremmo riproporla assieme ai miei colleghi d’opposizione. È giusto che tutti sappiano la verità e che per primi noi non diamo onore a chi onore non merita di avere.”

presentazione associazione neoborbonicaLa parola passa al prof. Gennaro De Crescenzo, presidente dell’associazione nazionale neoborbonica: “Ringrazio tutti per la partecipazione. Ai primi incontri di qualche anno fa, eravano una decina di persone in tutto, tra amici e parenti. Oggi invece continuo a registrare, con piacere, una sempre più numerosa partecipazione. Sia essa per coscienza di causa o per semplice curiosità, bisogna ammettere che finalmente qualcosa in noi sta cambiando. Stiamo prendendo coscienza delle nostre potenzialità, stiamo finalmente riscoprendo la nostra storia. Una storia che troppo spesso è stata raccontata con molti “omissis” più voluti che casuali. Molti storici mi hanno detto che spesso alcune verità non devono essere raccontate per il bene di tutti…perchè scomode o “pericolose”. Allora mi chiedo: Chi ha questa facoltà di decidere cosa è giusto e cosa è pericoloso? Dove si prende questo patentino? Allora vuol dire che dobbiamo armarci di buona volontà ed informarci, studiare cosa realmente è accaduto in quegli anni. Bene, la nostra associazione, che non rappresenta e non vuole rappresentare nessun partito, ha proprio l’obiettivo di informare tutti noi sul reale accadimento dei fatti pre e post unione d’Italia. Ad esempio, quanti sono a conoscenza del fatto che il Regno delle due Sicilie, quindi Noi, già avevamo una regolamentazione delle assunzioni dei docenti precari molto più efficiente di quella attuale? Ad oggi sono previsti concorsi con risultati “matematici”. A giorni c’è un nuovo concorso tutto realizzato ai computer. Ebbene: più di 150 anni fa, i nostri governanti borbonici, avevano già constatato che un’assunzione dei docenti per concorso, non avrebbe sicuramente stabilito se un candidato era o meno in grado di insegnare come si deve. C’è una legge del 1850 circa, che prevedeva l’assunzione di docenti dopo 2 anni di tirocinio affiancato ad un docente professionista. Solo dopo questi 2 anni si valutava ogni singolo candidato sulla loro esperienza maturata e sulle capacità espresse. E pensare che questa legge è del 1850! Vogliamo parlare degli operai? Ci hanno raccontato che prima dell’unità d’Italia non c’erano fabbriche nel meridione. Bisognerebbe informare questi “professori di storia” che già prima dell’unità d’Italia, vi erano oltre 1milione e 200mila operai in tutto il Regno delle due Sicilie. Io farei un’altra domanda: come mai dopo oltre 150 anni, il numero di operai meridionali è fermo ad 1milione e 600mila ? In netta controtendenza rispetto al resto del mondo dove gli operai sono raddoppiati o triplicati? Evidentemente c’è stata una volontà di NON far crescere il Meridione. Noi avevamo già fabbriche che costruivano macchine a Pietrarsa quando la FIAT ancora non esisteva. Avevamo la prima linea ferroviaria del mondo. Eravamo una potenza economica mondiale. Oggi ci hanno ridotto ad essere l’ultima ruota del carro. Dobbiamo avere coscienza dei nostri mezzi, della nostra storia. Troppe volte ci hanno raccontato una favola NON VERA. Come mai dopo l’unità d’italia il Nord ha triplicato la sua popolazione mentre il meridione per decenni ha mantenuto lo stesso numero di abitanti? Abbiamo vissuto anni di brigantaggio violento. Ci hanno costretto ad espatriare, a lasciare le nostre terre. Ancora oggi, vengono nel meridione illustri ministri e politicanti vari che invitano i nostri giovani a partire, ad andare via. Evidentemente fa comodo a qualcuno….Oggi, ogni anno, il nostro Presidente della Repubblica, depone una corona di fiori in memoria della strage di Marcinelle, dove centinaia di nostri emigranti hanno perso la vita. Ma dov’era il nostro presidente quando il governo di all’ora decise di “vendere” i nostri operai ai belgi per farli morire nelle miniere di carbone? E non parlo solo del disastro del 1956, ma anche della malattie ai polmoni che hanno colpito quasi tutti gli operai delle miniere di carbone. All’epoca Napolitano era deputato, ed assieme a tutti i suoi colleghi, ha permesso che migliaia di operai meridionali fossero venduti a pochi soldi per lavorare in una miniera della morte. Questi sono solo pochi esempi di come la storia è stata raccontata in modo molto “di parte”. Noi vogliamo che ciò non si verifichi più, perchè solo avendo coscienza della nostra storia, possiamo pretendere un futuro diverso, ma soprattutto migliore. Certe scelte fatte 150 anni fa, le stiamo pagando ancora oggi. È arrivato il momento di prendere coscienza delle nostre possibilità. Non stiamo parlando solo di memoria storica, ma di come reagire anche alle problematiche quotidiane”

presentazione associazione neoborbonicaLe conclusioni sono affidate al Presidente Onorario dell’associazione Felice Abbondante che sottolinea l’importanza di avere una coscienza storica della propria terra e di quanto sia ancora più importante conoscere la nostra attualità e le ragioni del continuo degrado meridionale. “Solo in questo modo – continua Felice Abbondante – possiamo realizzare un futuro migliore”

 

Ciro Di Giacomo apre il buffet evidenziando che tutti i prodotti serviti, sono di totale origine MERIDIONALE!

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