Corte d’Appello: nullo il “lodo Cinquegrana”

 L’ “affaire Cinquegrana”, il 25 settembre alle ore 10, torna in consiglio comunale. Torna per  ‘considerazioni e chiarimenti in ordine alla sentenza della Corte d’Appello’ così come richiesto dal consigliere Aquilino Di Marco ed altri 5 colleghi d’opposizione dopo l’aver appreso della sentenza che annullava il lodo arbitrale che aveva portato a votare, in un consiglio comunale del dicembre 2008, la liquidazione di un debito fuori bilancio frutto della sentenza emessa dal tribunale di Napoli in base alle conclusioni prese all’unanimità dai tre componenti del collegio arbitrale, pari ad un milione ed 800 mila euro, per un’opera che sarebbe dovuta costare, realizzata, un milione e 300 mila euro e non ha invece mai visto la luce restando, ancora tutt’oggi, un cantiere abbandonato e fatiscente in via Cappiello. Lì dove sarebbe dovuta nascere un’area mercatale ed una bretella autostradale di collegamento tra via Cappiello e via Marconi.

Di fronte ad un debito così elevato il consiglio comunale, su richiesta dell’allora capogruppo del Pd, Ciro Russo, istituì una commissione d’indagine interna che, dopo 6 mesi di lavoro, decise di trasmettere gli atti della vicenda alla Corte dei Conti, alla Procura della Repubblica di Napoli e alla Ragioneria dello Stato.

Parallelamente gli avvocati di difesa dell’Ente Comunale producono opposizione in Corte d’Appello alla sentenza emessa dal tribunale di Napoli chiedendo l’annullamento del Lodo perché non previsto nel capitolato d’appalto. Un “dettaglio” che fino ad allora era sfuggito alla giunta comunale che aveva, attraverso diversi atti, negli anni portato avanti e sostenuto i lavori del collegio arbitrale? A queste ed a altre domande chiedono ora risposte chiare i consiglieri comunali firmatari della richiesta di convocazione del consiglio monotematico.

A rilevare un comportamento contraddittorio dell’Ente comunale del resto è la stessa Corte d’Appello che, prima del “P.Q.M.” della sentenza, precisa: “Il Comportamento non lineare dell’ente pubblico giustifica la compensazione delle spese di lite”.

 

Come dire: se cambiate idea in continuazione, pagatevi i costi degli avvocati e delle carte da bollo.

Alcune delle perplessità che il consigliere Di Marco porterà all’attenzione del consiglio, ci vengono comunicate in anteprima: «Ora i soldi già incassati da Cinquegrana dovrebbero ritornare nelle casse comunali, vista la nullità del lodo, ma avverrà lo stesso per i soldi dati agli arbitri? Al di là delle responsabilità personali, che sicuramente dovranno esserci in questa ingarbugliata vicenda, esistono ancora arbitrati in corso in questo comune? Quale lezione i nostri amministratori locali hanno desunto da questa esperienza?»

Brevi cenni e documenti

Il “Lodo Cinquegrana”, dal nome della ditta vincitrice dell’appalto e poi ricorrente contro il Comune, perde negli anni la sua origine ma ha il punto di “non ritorno” il 23 dicembre 2005, quando la Giunta Comunale delibera di accettare, pur non essendone previsto il ricorso, l’apertura di un arbitrato per dirimere la controversia che vedeva contrapposto l’Ente alla Costruzioni Cinquegrana srl di Casoria che minacciava di far causa per la rescissione del contratto sulla costruzione dell’area mercatale operata unilateralmente dal Comune. A causare la rottura del vincolo contrattuale sembrerebbe siano stati alcuni problemi tecnici sull’eseguibilità o meno del progetto. Dopo un fitto carteggio tra l’Ente e la ditta Cinquegrana, alle soglie dell’entrata in causa, nei primi di dicembre 2005, l’avvocato dei Cinquegrana propone un accordo extra giudiziale  di 150/200 mila euro per chiudere la “vicenda”. Questa proposta però sembra, stando alle dichiarazioni del governo cittadino, non sia mai giunta a conoscenza degli amministratori locali. Quella invece che viene posta all’attenzione della Giunta, il 23 dicembre 2005, cioè pochi giorni dopo, è la richiesta dell’apertura di un arbitrato inviata dallo stesso avvocato della ditta di costruzioni edili. La Giunta decide così di accettare l’arbitrato al fine di “limitare i danni”, nonostante questo non fosse previsto nel contratto stipulato.

Quasi due anni dopo il collegio arbitrale emette la sua decisione: all’unanimità sancisce che la Pubblica Amministrazione debba pagare alla ditta casoriana un milione e 590,67 euro e che agli arbitri siano corrisposti circa 50 mila euro procapite. Con interessi ed altri costi sostenuti, il debito fuori bilancio che l’assise consiliare vota nel 2008 ammonta a circa un milione ed 800 mila euro.

Con sentenza depositata il 21 giugno scorso, la Corte d’Appello di Napoli dichiara nullo il lodo arbitrale perché non previsto nel bando di gara, né nel contratto d’appalto.

Alla sentenza della Corte d’Appello, nel luglio di quest’anno la ditta Cinquegrana produce ricorso in Cassazione e con determina dirigenziale si affida la difesa dell’Ente nell’ultimo grado di giudizio all’avvocato Paolo Pollice, già difensore dell’Ente negli altri gradi di giudizio.

I commenti sono chiusi