La refezione scolastica – L’intervento di Aquilino Di Marco

Aquilino Di Marco«Ma se il servizio è contrattualizzato per tre anni anche la programmazione andava fatta per tre anni. Come si può aver previsto di effettuare soli 150 mila pasti annui, se negli anni immediatamente precedenti ne sono stati fatti almeno il 50% in più? Stranamente poi non sono state pagate le fatture di marzo, maggio e giugno, mentre sono state pagate quella di aprile, come mai? Erano necessari per somma urgenza i numeri civici, ma non lo è la mensa scolastica. Per quanto riguarda i bambini utenti a San Giorgio, ma residenti fuori comune, anziché raddoppiare per loro il ticket scolastico, il che è effettivamente una discriminazione, perché non prevedere un sistema di compensazione con le amministrazioni nostre vicine. Tra l’altro i revisori dei conti, tra i tanti punti critici, sollevano eccezioni proprio sul costo del servizio di refezione scolastica».

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