Incendiata l’auto del consigliere Di Marco

incendiata auto di marcoSAN GIORGIO A CREMANO – Data alle fiamme di notte l’auto del consigliere Aquilino Di Marco. Sull’accaduto indagano i carabinieri della Compagnia di Torre del Greco che hanno disposto il sequestro giudiziario dell’automobile, una Mercedes classe A, vecchio modello e che hanno ascoltato il consigliere per accertare se, negli ultimi tempi, abbia ricevuto minacce o avvertimenti.

L’ipotesi più probabile infatti è che il rogo sia un atto intimidatorio legato all’attività politica del consigliere indipendente d’opposizione, candidato sindaco nelle scorse consultazioni del 2012 quando già fu oggetto di un’aggressione costatagli la frattura di un braccio e diverse contusioni. «Allora – dichiara Di Marco – si è detto che ero stato picchiato da un marito geloso, da qualche camorrista con cui sarei stato colluso o da qualcuno che avrebbe dovuto restituire soldi a mio padre che, sempre secondo i miei antagonisti politici, sarebbe stato un usuraio, ma morto oramai da 12 anni. Spero abbiano la decenza di non ripetere queste calunnie nuovamente anche in questa occasione».

incendiata auto di marcoGli investigatori escluderebbero l’ipotesi che, a causare l’incendio dell’autovettura coinvolgendone anche un’altra parcheggiata accanto, sia stato un guasto tecnico, la Mercedes del dottor Di Marco era infatti parcheggiata in quel punto dal primo pomeriggio di ieri e l’incendio si è sviluppato solo verso le 3 della notte scorsa partendo, tra l’altro, dalla parte posteriore del veicolo dove non vi sono parti del motore o elettriche tali da far scaturire il corto circuito.

Aquilino Di Marco«Il mio primo pensiero, – ha detto il consigliere – quando i carabinieri mi hanno svegliato nel cuore della notte, informandomi dell’accaduto, è stato quello di prendere la mia famiglia e fuggire. Un pensiero durato solo pochi istanti perché mio padre mi ha insegnato a non arrendermi mai di fronte alle ingiustizie. Continuerò a denunciare agli organi competenti atti ritenuti illegittimi e a tutelare i cittadini che mi hanno votato e mi hanno chiesto di rappresentarli. Chi non vorrebbe che lo facessi, se ne faccia una ragione: Io non mi piego! Sono fiducioso – conclude – che gli investigatori facciano chiarezza su questo episodio che mi vede vittima e sui tanti da me denunciati in questi anni che invece vedono vittima l’intera città ed i suoi abitanti».

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