Il Senatore Puglia: “Bene le verifiche di Cantone e Pantalone su Quarto, ma perché non è stato fatto lo stesso su casi come San Giorgio a Cremano e Grumo Nevano?”

 

Sergio Puglia“Ben vengano su Quarto gli accertamenti richiesti da Raffaele Cantone e le procedure di verifica sugli appalti avviate dal prefetto Gerarda Pantalone, purché innestino un meccanismo che, da ora in avanti, coinvolgerà qualunque amministrazione sulla quale si addensano sospetti di ogni sorta. Siamo certi che le verifiche su procedure e delibere adottate dal sindaco Rosa Capuozzo non potranno che dimostrare la trasparenza e la correttezza con le quali il primo cittadino di Quarto ha agito dal giorno del suo insediamento”. Così il senatore del Movimento 5 Stelle Sergio Puglia.

“Ma è lecito – incalza Puglia – porci una domanda. Perché la stessa attenzione non è stata posta, tanto per fare un esempio recente, su un Comune strategico e popoloso come San Giorgio a Cremano, travolto da un’inchiesta giudiziaria su un giro di appalti pilotati a favore di amici degli amici e che ha portato all’arresto di sei persone? Nella vicenda di Quarto il sindaco Capuozzo non solo è estranea alle indagini, ma figura addirittura come parte lesa. A San Giorgio, invece, tra le persone colpite da avviso di garanzia spiccano i nomi del sindaco Pd in carica Giorgio Zinno e del suo predecessore e collega di partito Domenico Giorgiano. E dire che la stessa Anac era a conoscenza di sistemi non del tutto leciti nelle procedure di assegnazione degli appalti, facendolo presente al sindaco Zinno con tanto di nota ufficiale. Ma dal giorno degli arresti non si è mossa una foglia. E’ poi di questi mesi la notizia, sottaciuta, di uno scandalo che ha travolto il comune di Grumo Nevano, il cui sindaco in carica, Pietro Chiacchio, è stato eletto al primo turno grazie ai voti (questi sì determinanti, a differenza di Quarto) di una candidata, Marianna Ranucci, condannata per aver favorito la latitanza del compagno camorrista e per essersi procurata, per sé e per il suo uomo, falsi documenti di identità. A soli due mesi dalla condanna in primo grado a due anni e mezzo, la Ranucci è risultata la più votata con 456 preferenze ed è stata destituita dal prefetto soltanto nel novembre scorso quando la condanna è passata in giudicato”.

“Casi, quelli di San Giorgio a Cremano e di Grumo Nevano, sono meritevoli di attenzione pari, se non superiore, alla vicenda di Quarto. Lungi dal ritenere che si adoperino pesi e misure diverse – conclude il senatore M5S – auspichiamo che la stessa attenzione si concentrerà anche sulle vicende in oggetto, se non con la stessa tempestività di Quarto, almeno con altrettanto scrupolo e medesima determinazione”.

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