Il Dott. Di Marco mette un punto alla diatriba tra medici dietologi e biologi nutrizionisti

Aquilino Di MarcoAbbiamo sollevato il problema. Proviamo a mettere ordine nella discussione. Intanto ringrazio quanti sono intervenuti a commentare quanto ho scritto e che confermano in ogni punto: mi sono limitato a citare articoli, sentenze, norme, atti, che piacciano o non piacciano.

I biologi nutrizionisti intervenuti nella discussione hanno TUTTI confermato un aspetto fondamentale: il biologo non può in nessun caso sostituirsi al medico.

Il Dott. Astolfi e il Dott. Caracciolo hanno ribadito che non è di competenza del biologo la diagnosi e la cura. Il Dott. Caracciolo rivendica la possibilità per il biologo di seguire l’alimentazione di un paziente una volta stabilite le condizioni di salute e l’eventuale sussistenza di patologie. Chi stabilisce questa condizione pregiudiziale? SOLO IL MEDICO!!!

Una gentile nutrizionista avverte che esistono medici che collaborano con i biologi, stabilendo le condizioni di salute, quindi seguendo il paziente da un punto di vista clinico per poi affidarlo al nutrizionista. Allora prima di ogni prescrizione di dieta da parte del biologo è INDISPENSABILE una visita medica. Tutto questo non accade nella maggioranza dei casi.

Pazienti che mi si rivolgono riferiscono di essere stati dal nutrizionista che in AUTONOMIA ha prescritto una dieta. Tutto questo, èer ammissione di QUANTI sono intervenuti, non è CONSENTITO!!!

E nel casi di un regime dietetico chi monitora il paziente? Chi individua eventuali problemi intervenuti in concomitanza se non a causa della dieta stessa?

E se il paziente presenta delle patologie pre-esistenti o concomitanti?

E dal momento che i biologi sono bravi e i pazienti perdono peso, se c’è da rimodulare il dosaggio di un farmaco, chi interviene?

Bene, sembra che si possa essere tutti concordi nel suggerire a quanti intendano seguire una dieta per i più svariati motivi quanto segue:

  • prima di iniziare una dieta à INDISPENSABILE valutare le condizioni generali attraverso una accurata anamnesi, una seria visita medica ed eventualmente attraverso esami clinici, di laboratorio e/o strumentali;
  • nel corso della dieto-terapia eventuali situazioni nuove, del tipo dissturvi intestinali, variazioni nel quadro clinico generale o di laboratorio vanno interpretate dal medico;
  • qualora il paziente segua una terapia farmacologica per patologie pre-esistenti, l’interazione dei farmaci con gli alimenti va valutata dal medico;
  • sempre nel caso di terapie farmacologici che, il calo di peso può comportare la necessità di aggiustare dosaggi e posologie, compito che non compete di certo al biologo;
  • quando si decida di congedare il paziente, perchè si ritiene che possa o debba seguire una dieta cosiddetta “di mantenimento” va rifatta una valutazione clinica, come all’inizio della terapia, quindi dal medico;

Sono certo che i Signori Biologi intervenuti già si attengono a tutti questi principi, che non sono certo sanciti dallo scrivente, ma dalla stessa natura della professione che ognuno esercita.

Sono certo che gli stessi vorranno attivarsi verso tutti quei lodo colleghi, che vi garantisco essere la maggioranza, che di fatto si sostituiscono al medico: per fortuna diversi colleghi hanno già provveduto a segnalare questi casi agli organi competenti.

Chiudo ricordando che da decenni opero nella medicina territoriale, da dirigente di medicina legale: non accetto lezioni sulla responsabilità professionale, sulla malpractice, sull’esercizio abusivo della professione medica.

Aggiungo che nella mia esperienza professionale ho collaborato presso centri di dietologia e di nutrizione, in ospedale o in università, con biologi impegnati nella dietetica: nessuno si è permesso di prescrivere una dieta senza un’indicazione del medico, che periodicamente controllava l’evoluzione della terapia.

Buon lavoro a tutti

Dott. Aquilino Di Marco
Medico Chirurgo Specialista dietologo e nutrizionista

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