Il consigliere provinciale Carcatella: “Premio Troisi? Una pessima organizzazione ne hanno decretato la fine”

Il premio Troisi a S. Giorgio a Cremano: Da occasione mancata a rilancio per il futuro. “Quando una strategia politico-culturale risulta essere sbagliata bisognerebbe avere il coraggio di ammetterlo. – E’ quanto si legge in un comunicato del Consigliere provinciale, capogruppo di SEL Giorgio Carcatella. – Ciò è quanto accaduto sulla fine ingloriosa del premio Massimo Troisi a San Giorgio a Cremano. Mancanza di progetto, errori nelle scelte culturali e una pessima organizzazione ne hanno decretato la fine. Dall’osservatorio sulla comicità si è avuto il coraggio di far diventare il premio, nel corso degli ultimi anni, una squallida passerella che nulla aveva a vedere con il filone culturale che ne aveva animato le scelte in passato. La storia ci ricorda che è stato uno dei primi casi di baratto pseudo politico fatto dal Sindaco che, assicurando la gestione ad un fuoriuscito dai Comunisti Italiani, sacrificò la presenza nel governo della città di una forza politica, inaugurando la stagione del voltagabbanismo. Registrare che l’iniziativa del premio è stata rilanciata a Morcone, nel solco della promozione della comicità, riscuotendo anche un notevole successo evidenzia il vuoto che diversamente a S. Giorgio è riuscito a produrre solo un disavanzo di spesa per oltre 200.000 euro, oggetto di osservazione d parte della Corte dei Conti. Dell’Istituzione Culturale non resta che un ufficio smembrato, l’azzeramento del Consiglio di Amministrazione e lo sconforto di una Comunità che deve “digerire” un percorso di inefficienza, sprechi e rinuncia di una Kermesse che, nel nome di Massimo Troisi, in passato ha portato lustro alla città. La scelta della famiglia Troisi, di collaborare con l’Amministrazione di Morcone ci dimostra che, intanto si è artista per riconoscimento diffuso e non per appartenenza ad un luogo e quindi ,senza alcuna vena campanilistica, faccio i complimenti a chi ha saputo riprendere quel percorso culturale di cui ha tanto bisogno l’arte nel nostro paese. Ed infine il disimpegno, dei familiari di Massimo, da sempre nell’organizzazione a S. Giorgio, la dice lunga sul fatto che non ci sono mai state le condizioni per una corretta relazione tra la famiglia dell’artista e Amministrazione pubblica.” Bisogna avere l’umiltà, da parte dell’Amministrazione Comunale di S. Giorgio, di ripartire per il futuro, riportando alla vocazione originaria il premio, recuperando le intelligenze abbandonate nel corso degli anni, coinvolgendo di più tutti gli operatori dei diversi settori, la Comunità e dimostrare cosi, che il premio può diventare volano di sviluppo e di crescita culturale collettiva.”

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