Il Consigliere Di Marco dal Prefetto sui consigli saltati

Aquilino Di MarcoSAN GIORGIO A CREMANO – «Sono stato dal Prefetto di Napoli, perché mi sembrava giusto metterlo al corrente della paralisi amministrativa in cui versa San Giorgio». Esordisce con queste parole il consigliere d’opposizione Aquilino Di Marco nel raccontare il suo incontro con la dottoressa Giovanna Via, responsabile per la Prefettura del dipartimento Enti Locali. «Ho portato alla dottoressa Via – continua Di Marco – la convocazione del consiglio comunale di stasera e le ho fatto notare come, numerose interrogazioni per l’istituzione di commissioni consiliari e per l’approvazione di alcuni regolamenti, rechino la data dello scorso febbraio. Il che vuol dire che non sono ancora discusse nonostante sia passato quasi un anno dal loro protocollo. Tra questi anche un argomento richiestoci proprio dal Prefetto: l’adesione alla stazione unica appaltante, che tanti soldi farebbe risparmiare alle casse comunali, garantendoci e tutelandoci da eventuali controversie e ritardi; anche questo punto è all’ordine del giorno da febbraio e non è stato ancora discusso. Ciò che poi ha fortemente stupito la delegata del Prefetto è che più del 50% dei consigli in un anno sono improduttivi, o perché la maggioranza diserta totalmente la seduta o perché, dopo la discussione di un paio di punti all’ordine del giorno, abbandonano l’aula facendo mancare il numero legale. Sia ben inteso non vi è nulla di illegale o illegittimo, ma, forse, di altamente inopportuno ed immorale per chi è stato eletto dai cittadini per rappresentarlo e per amministrare la città. La dottoressa Via si è mostrata assai interessata a quanto da me esposto, mi ha chiesto di fornirle ulteriori documenti e di tenerla aggiornata di quanto accadrà anche in futuro».

Stasera le cose potrebbero però andare diversamente essendo stato approvato il nuovo regolamento per cui il numero di consiglieri utili per dichiarare valida la seduta in seconda convocazione è sceso a 9 presenze, dato questo che potrebbe bastare per votare ed approvare i punti all’ordine del giorno che non prevedono una maggioranza assoluta. «In questo caso – ha concluso Di Marco – avremo la visura anche dell’opposizione e della sua compattezza».

da Il Roma

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