Il consigliere Aquilino Di Marco in merito all’inchiesta che vede coinvolto anche il fratello.

Dichiarazione di Aquilino Di Marco:

Aquilino Di MarcoMi sembra giusto intervenire in merito ad una vicenda che coinvolge mio fratello per puntualizzare la mia posizione a riguardo evitare strumentalizzazioni che già stanno avendo luogo sui principali social network. Mi sembra quasi inutile dire che, per come conosco io mio fratello e per come lo conoscono tutti i dipendenti comunali con cui si interfaccia da 35 anni, ne uscirà totalmente estraneo ai fatti contestati. Del resto anche le accuse che gli sono mosse sono marginali agli atti di corruzione ascritti dalla Procura di Napoli.
Sono totalmente certo è fiducioso del lavoro della magistratura e lo sono al tal punto da essere stato io in prima persona ad aver denunciato, il 17 dicembre 2012, a quella stessa Procura di Napoli, l’affidamento per lavori di somma urgenza per un milione e 700 mila euro nel 2011, e di un milione e 500 mila euro nel 2012, sempre alla stessa ditta D’Alessandro. Con me a sottoscrivere quella denuncia vi era anche l’attuale presidente di consiglio Ciro Russo. Tutto ciò accadeva un anno e mezzo prima della denuncia che ha poi portato all’inizio dell’inchiesta odierna.
Come se non bastasse, l’11 aprile 2014, ho denunciato presso la Procura di Napoli, altre assegnazioni sospette quali l’affidamento della manutenzione dei viali cimiteriali, sempre alla D’Alessandro, per 150 mila euro.
Dico questo non per partecipare alla carica di chi ha denunciato prima e di chi sarebbe il merito di tali denunce, ma solo per dimostrare che non mi sono “mai tenuto per mano con la maggioranza” né fatto sconti ad alcun settore.
Laddove ci fosse ancora dubbio sul mio operare in clima di legalità e trasparenza, si pensi all’approvazione dell’adesione al protocollo della Stazione Unica Appaltante, deliberata in consiglio il 20 novembre 2013, di cui sono il primo firmatario e mai attuata per volere esplicito dell’allora sindaco Giorgiano. Se a quella delibera fosse stata data esecuzione, ci saremmo risparmiati un bel po’ di problemi e tangenti.
Mi corre l’obbligo di evidenziare un aspetto, il più agghiacciante, del comportamento del sindaco Zinno a riguardo di questa vicenda.
Il sindaco, che ha evitato l’arresto per un nonnulla anche se era stato richiesto dal pubblico ministero, nella sua prima dichiarazione si è preoccupato di affermare che nessun politico é implicato nella vicenda, curandosi solo di tutelare se stesso e la maggioranza che lo sostiene e senza spendere neanche uno straccio di parola nei confronti delle famiglie dei dipendenti comunali che hanno lavorato gomito a gomito con lui per otto anni di sua carica di assessore al ramo, e che dovrebbero essere considerati innocenti fino all’ultimo grado di giudizio e del cui operato non può dirsi totalmente all’oscuro.

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