Firme apocrife su atti e fatture della Levante, disavanzo di bilancio per oltre 80.000 euro mensili

Firme apocrife su atti e fatture della Levante, disavanzo di bilancio per oltre 80 mila euro mensili ed un affidamento di servizi in via provvisoria, prorogato per quasi tre anni, costato alle casse dell’Ente Comunale più di 8 milioni di euro.

Lo hanno denunciato in maniera congiunta Aldo Raucci della lista civica “Per la Nostra città” e l’indipendente Aquilino Di Marco che, lo scorso 8 luglio, hanno protocollato l’esposto presso la Procura della Repubblica di Napoli affinché fosse fatta chiarezza sulla questione.

Aldo Raucci
Aldo Raucci

«Sono anni – hanno detto Raucci e Di Marco – che chiediamo si faccia luce sugli atti della vita, la messa in liquidazione ed il post liquidazione di Città Solidali, la partecipata del Comune che si occupava di servizi alla persona e riscossione tributi. Da anni le risposte che riceviamo sono sempre aleatorie e non focalizzano l’attenzione sulla reale domanda: Perché è stata messa in liquidazione Città Solidali, quanto è costato ai cittadini sangiorgesi l’esternalizzazione dei servizi e quanto continua a costare questa decisione presa in consiglio dalla maggioranza nel dicembre del 2007».

Bisogna infatti tornare indietro di quasi sei anni per riprendere i fili dell’intera vicenda.

In una seduta di consiglio fiume, alla presenza di numerosi lavoratori della società mista, la maggioranza vota per la messa in liquidazione di Città Solidali. Il buco di bilancio, quantificato in circa 3 milioni di euro, non sarebbe potuto essere sanato, si disse, sempreché non fosse licenziato un terzo dei lavoratori.

«Fu nominato un curatore fallimentare – raccontano i due allora consiglieri di opposizione – che avrebbe dovuto gestire l’ordinaria amministrazione della società, controllare meglio i conti ed affidare in via temporanea i servizi ad un soggetto terzo in attesa di esplicare, quanto prima, le procedure di gara per l’affidamento a lungo termine».

Nel frattempo, controllando meglio i conti, il debito della società sembra si sia ridotto ad un terzo di quello ipotizzato, mentre i servizi sono stati affidati ad una società del consorzio Icaro, la Levante, nata pochi mesi prima dell’affidamento dell’appalto e a cui, immediatamente il Comune di San Giorgio aveva già affidato il servizio di pulmini scolastici.

Aquilino Di MarcoLa Levante rileva così, per 50 mila euro, l’appalto, i materiali ed il cantiere della partecipata, guadagnando, per un periodo “pro tempore” prorogato fino a 33 mesi, un compenso dal Comune di 8 milioni di euro, quando lo stesso appalto, espletato dal Citta Solidali costava 2 milioni annui per lo stesso numero di ore e con lo stesso stipendio per i dipendenti. « A destare la nostra attenzione – hanno poi aggiunto Raucci e Di Marco – sono state le fatture che la Levante protocollava al Comune: vi era sempre riportato lo stesso numero di ore mensili, 400, per un numero di dipendenti non chiaro, 107 o 117, e con un disavanzo nel rapporto ore/costi di 81 mila euro mensili. Quando poi un dipendente ci ha segnalato che la firma sotto alcune fatture e documenti, pur recando il suo nome, non era la sua il nostro dovere di cittadini non poteva essere altro se non quello di denunciare all’autorità giudiziaria il tutto. Sperando individui presto i responsabili di questo “furto di denaro pubblico”».

Fonte: ilRoma.net

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