Finalmente è refezione ….. !! (o no?)

Mensa Refezione ScolasticaL’incapacità/impossibilità dell’amministrazione comunale nel far partire FINORA il servizio di refezione era ed è la punta di un iceberg che contiene una storia di sottovalutazioni dei diritti dei bambini e delle bambine di San Giorgio a Cremano [altro che città delle bambine e dei bambini !!!]. Negli ultimi anni, in più di un’occasione e pur in presenza di fondi, mi è parso di assistere ad una sorta di accanimento contro i bambini e le loro famiglie: in centinaia se non in migliaia abbiamo preso atto di lacune di interventi tecnici indispensabili, semplici, immediati.

Al di là delle difficoltà che ci sono in tutti i lavori ed in tutti i settori, lo scarso coordinamento politico e tecnico del settore istruzione, incrementatosi dal 2008 al 2011, ha creato momenti di disagio di mesi per utenti, docenti e dirigenti scolastici. La causa prima: la superficialità o l’ingenua incompetenza. Anche la vicenda del dimensionamento delle unità scolastiche nè è la dimostrazione.

Sui ritardi e le incongruenze potrei fare tantissimi esempi; uno per tutti: la copertura dell’edificio Rodari oggetto di tre interventi ma ancora oggi pieno di infiltrazioni.

In sedici anni di dirigenza scolastica a San Giorgio a cremano ho partecipato a centinaia di incontri e riunioni, ho dato contributi e suggerito soluzioni. Mi sono messo a disposizione in tante occasioni. Se i politici e gli amministratori mi avessero ascoltato, oggi la città di San Giorgio a Cremano avrebbe SEI istituti comprensivi certi. Egualmente ho suggerito soluzioni per istituire servizi educativi pubblici (asili Nido) che potevano essere attivati con poche decine di migliaia di euro e perfino con il contributo dello Stato (progetto Primavera): non sono stato ascoltato. Oggi, in questa città, nonostante proclami che sono risultati bugie, non c’è un solo posto di servizio pubblico come scuola (asilo Nido) per i bambini e le bambine dai 6 mesi ai 3 anni ed i loro genitori.

La mia storia professionale credo sia nota. Questa città, nelle persone che l’amministrano, ne ha voluto fare a meno. Questo è avvenuto di fronte a un impegno costante ed intenso (che forse dava e dà fastidio) che ha portato in tanti casi il 1° Circolo di San Giorgio a Cremano all’attenzione Regionale e Nazionale in campo educativo, culturale e didattico. Qui a San Giorgio sono stato beffeggiato, umiliato con inutili bugie, ritenuto stupido perché credevo a promesse e rimandi, in qualche caso perfino minacciato.

In ultimo è arrivato questo problema che, come dice il Sindaco, è stato creato da un errore grave di previsione della spesa. Dietro però c’è la carenza tecnica di una dirigenza perlomeno distratta e di una politica della scuola attenta negli ultimi anni più agli annunci che alla sostanza. Si è corso seriamente il rischio di veder morire il progetto educativo tempo pieno (naturale per la scuola dell’infanzia e partito per la scuola primaria 5-6 anni fa per iniziative del 3° e 1° circolo di San Giorgio). Tale tempo scuola, che è innanzitutto un progetto educativo, è stato sottovalutato da una parte del consiglio e dell’Amministrazione.

La richiesta del tempo pieno da parte delle scuole sangiorgesi si poneva come alternativa alla politica dei Ministeri Moratti e Gelmini che, su indicazione del Ministro Tremonti, intendevano distruggere la storia della scuola primaria puntando sulle 24 ore con la “storia fantasiosa e ridicola della maestra unica ” a cui poteva credere solo un comico come Emilio Fede.

Il Tempo Pieno a San Giorgio è una realtà di qualità e bisogna riconoscere meriti che hanno radici nel passato politico di questa città per trovare le ragioni di un servizio di refezione organizzato benissimo durante gli anni novanta fino all’introduzione degli indispensabili refezionisti.

Ritorniamo ai contenuti culturali. Chi conosce la storia della scuola, le idee di don Lorenzo Milani, i progetti educativi e didattici di Gianni Rodari, l’impegno di Loris Malaguzzi, sa bene che le 40 ore per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria sono solo di conseguenza un servizio alle famiglie. Le 40 ore sono innanzitutto la realizzazione degli articoli 3 e 34 della Costituzione; le 40 ore a scuola sono un progetto educativo e didattico che necessita del servizio pubblico di refezione. Chi non ha lavorato per una salda conferma e la sua continuazione forse aveva idee e progetti educativi simili a chi ritiene che mentre i più ricchi possono fare diversamente, i poveri si devono e possono anche arrangiare.

Sia chiaro che la mancanza di un servizio colpisce i poveri e chi, senza la scuola pubblica, ha alternative di dubbia qualità. Anche alcuni interventi dei colleghi sicuramente attenti alle richieste e pressioni dei genitori hanno rischiato di spostare l’attenzione sul bisogno individuale dei genitori (il panino, la merenda corposa, pasti sostitutivi da casa) allontanando pericolosamente la realizzazione di un servizio adeguatamente sostenuto dall’Ente Locale.

Dopo decine di settimane di esitazioni e rimandi, i numeri hanno costretto a cercare e trovare una soluzione che salvasse le esperienze formative dando attenzione, finalmente, alla scuola reale. Sarebbe bastata forse la copertura finanziaria di altri 15.000 pasti per poter programmare, almeno per il 2013, il tempo scuola delle sezioni e classi a 40 ore senza quella riduzione del venerdì che appare strana ed a qualcuno perfino ridicola.

Nei mesi di settembre ed ottobre e parte di novembre si è attesa una soluzione tecnica che non è arrivata per settimane dall’ufficio Istruzione del Comune. Poi, il tavolo di lavoro Scuole – Amministrazione, con un’apposita conferenza di servizio stretta in 10 giorni, ha affrontato – pur nella consapevolezza del limite dell’attuale decisione – il problema del grosso limite dei finanziamenti a disposizione e dei conseguenti pasti in meno da erogare. Visto lo stallo e il rimando continuo della data di partenza con annunci, riunioni inutili di apposite commissioni comunali quello che c’è oggi è risultato assolutamente positivo perché è stata la messa in moto di un percorso amministrativo dell’ente locale che nelle ultime ore ha lavorato, grazie al senso di responsabilità di tutti i dirigenti scolastici della città, finalmente a garanzia del diritto allo studio dei bambini a cominciare dai piccolissimi e della legittima domanda di tranquillità di tante famiglie. La scuola vera ha preso atto che senza la dirigenza scolastica le commissioni, i consiglieri, i tecnici non avevano prodotto soluzioni (eppure sono al governo di questa città con costi sicuramente non marginali !!!)

A questo punto e guardando al futuro occorre, a mio parere, che tutto, e dico tutto il consiglio comunale, debba fare un’analisi sulla propria ragion d’essere: o la scuola diventa un elemento primario nella cultura di chi amministra (maggioranza ed opposizione) o ci saranno sempre più problemi (refezione, servizi connessi, manutenzione degli edifici, eccetera). Non mi sembra che in una situazione così difficile l’altra parte del consiglio sia stato capace di mettere in azione discussioni, progetti alternativi, perfino coordinando azioni di sostegno o di protesta. Occorre uno slancio nuovo e nuove competenze. Farebbe bene ascoltare il breve discorso di Obama vincitore delle elezioni americane: « Ogni bambino deve trovare nelle nostre scuole le migliori condizioni per esprimere se stesso e crescere bene e poter dare in futuro un valido aiuto alla nazione»

Guglielmo Rispoli, psicopedagogista, dirigente scolastico

Documento ricevuto il 23 novembre 2012

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2 Replies to “Finalmente è refezione ….. !! (o no?)”

  1. Ma come si fa a citare una frase di Obama quando si è sottoscritto un accordo che prevede che in quei “tutti” ci siano i bambini delle materne, ma solo per quattro giorni a settimana, i bambini delle primarie a tempo pieno ma solo dal 7 gennaio e per quattro giorni a settimana, nessun bambino delle classi a 30 e a 27 ore della primaria e nessun bambino della scuola secondaria di primo grado a tempo prolungato? Perché questi bambini non rientrano nei “tutti”? Allora , forse, sarebbe più dignitoso evitare certe citazioni…Altro pensiero : se i bambini sbagliano un conto di matematica hanno un brutto voto, se sono più grandi vengono rimandati o perfino bocciati…perché qui amministratori che vengono pagati fior di quattrini sbagliano conti così elementari e non gli succede nulla?

  2. Egregio Professore, mi sembra di intuire che Lei condivide questo metodo selettivo di concepire il “TUTTI”
    In realtà accettando, o forse proponendo questa soluzione come si evince dal suo articolo, Lei è diventato, dopo 16 anni, un dirigente a singhiozzo.
    Non capisco come mai devono essere i nostri bambini a pagare le conseguenze di un “errore grave di previsione della spesa” mentre colui che ha errato si è visto riconfermato l’incarico di dirigente a luglio con 120.000€ di attribuzione l’anno per 4 anni e nove mesi.
    Forse un fascista, fantasma che spesso Lei ama evocare, avrebbe chiesto la testa di quel dirigente e avrebbe contrapposto al realmente TUTTI in bel NESSUNO.
    Trovo molto più fascista selezionare gli eletti, anzi gli elet, perchè gli manca un giorno, e accantonare gli altri bambini come se i loro diritti non fossero ugualmente importanti.
    A Lei e agli altri Dirigenti nonchè agli amministratori locali faccio i miei più sentiti complimenti, anzi complimen, perchè mi manca un giorno.
    Da parte di TUTTI gli altri bambini un grazie mille per averli ignorati, anzi …………….. , perchè gli manca tutto.

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