Di Marco: “Lodo EDICA: altri 800.000€ per NON avere l’istituto comprensivo De Filippo”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del Consigliere Aquilino Di Marco:

Aquilino Di MarcoHo sollevato la questione Edica 3 anni fa, in Consiglio Comunale: è agli atti.

Avevo avanzato le mie perplessità sull’opportunità di aderire all’arbitrato richiesto da Edica: i fatti mi hanno purtroppo dato ragione.

Siamo stati condannati a risarcire Edica per altri 650.000€, più oneri, onorari per avvocati, giudici, consulenti, per un totale che supera gli 800.000€

E intanto l’opera, il nuovo istituto comprensorio “De Filippo” non ha più visto la luce, per cui continuiamo a pagare 240.000€ annui per il fitto delle aule nel parco SIM.

In Consiglio Comunale il Dirigente del Settore Infrastrutture e l’immancabile Ass. Zinno hanno ribadito che nella controversia con EDICA il Comune aveva tutte le ragioni: qualsiasi Tribunale ordinario avrebbe condannato l’impresa a pagare i danni al Comune.

E allora perchè andare in giudizio privato, in arbitrato, possibilità tra l’altro non prevista nel contratto?

Perchè in tutta fretta, nell’afa di fine Luglio, senza aspettare il pur richiesto parere dell’ufficio Tecnico, ovviamente contrario all’arbitrato, Giorgiano ha portato in Giunta Comunale la delibera con la quale si evitava il ricorso al Tribunale Ordinario ?

Perchè, se l’Amministrazione solo pochi mesi prima ci aveva rimesso 1.700.000€ per un altro arbitrato con l’impresa che avrebbe dovuto realizzare l’area mercatale in via Cappiello, opera tra l’altro mai realizzata?

E come dimenticare che il competente Ministro ha invitato gli Enti Locali ad evitare il ricorso agli arbitrati, che vedono la Pubblica Amministrazione soccombere in quasi il 100% dei casi?

E perchè tutelare in tutti i modi il progettista dell’opera, colui che non avendo previsto i lavori effettuati e poi rivendicati dall’impresa, ha prodotto i presupposti per l’azione legale?

E perchè una volta accettato l’arbitrato non se ne accettano le conclusioni, rivalendoci sul progettista?

Ma Giorgiano va oltre: non solo non chiediamo i danni al progettista, ma ne recuperiamo il progetto, niente escluso, riproponendolo alla Regione per il rifinanziamento dell’opera.

E allora, chi sono le vittime di questa triste storia?

Non certo EDICA, boccheggiante rianimata con 700.000€.

Non certo il progettista, strapagto per un lavoro che è costato all’Ente lacrime e sangue.

Non gli avvocati e i consulenti, destinatari di parcelle robuste e degne di miglior causa.

Di certo non il Sindaco Giorgiano, da sempre poco attento allo stato di salute delle casse dell’Ente (vedi Lodo Cinquegrana, vedi Premio Troisi, vedi numeri civici, vedi sprechi nel servizio di igiene urbana…)

Le vittime, alla fine, sono i cittadini sangiorgesi, defraudati di 800.000€ che avrebbero potuto risolvere i problemi della mensa scolastica piuttosto che consentire l’assistenza a tante dignitose persone in difficoltà.

I consiglieri di opposizione si sono rivolti alla Prefettura, alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti: forse non è bastato ad arginare questa deriva clientelare che sta travolgendo la nostra città.

Per questi motivi oggi più che mai è necessaria l’assunzione di una responsabilità civile a tutelare il nostro territorio, i nostri soldi, le nostra famiglie da parte di tutti, associazioni, movimenti, privati cittadini: ne va del futuro di S. Giorgio a Cremano.

Aquilino Di Marco

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