Denuncia mai sporta da Aquilino Di Marco

SAN GIORGIO A CREMANO – Consigliere comunale convocato dagli agenti della Guardia di Finanza di Portici per chiarimenti in merito ad una denuncia risultante da lui sottoscritta ma che, in realtà, il consigliere non hai mai sporto.

Aquilino Di MarcoÈ quanto accaduto ad Aquilino Di Marco, che dichiara: «la storia ha dell’incredibile, ma non è la prima volta che accade. Già due anni fa accadde un episodio analogo. Non so se chi ha falsificato la mia firma lo abbia fatto perché è oramai noto che io abbia già denunciato numerosi atti dell’amministrazione alla Procura della Repubblica o perché, essendo la falsa denuncia passibile di una potenziale querela per diffamazione, abbia voluto in questo modo frenare la mia attività di segnalazione agli organi competenti di quegli atti che, a mio avviso, contengono degli aspetti meritevoli di approfondimenti investigativi».

Il consigliere Di Marco sottolinea più volte nelle sue dichiarazioni che le denunce da lui depositate ai diversi organi di indagine sono sempre e solo basate sugli atti. «Ed è proprio così – ribadisce – non è stato mai mio interesse effettuare una caccia alle streghe. Non compete me individuare i responsabili, ma alle autorità investigative. Il mio ruolo di consigliere mi impone di vigilare sugli atti e, se qualcosa non mi è chiaro, è nel ruolo stesso che ricopro il dovere di segnalarlo a chi ha autorità ed autorevolezza per chiarire ed eventualmente rilevare dolo e responsabilità». La denuncia, depositata alle fiamme gialle, aveva invece tutt’altri contenuti. «Conteneva degli attacchi ad un consigliere ed a un dirigente del Comune di San Giorgio; accuse basate, come ho dichiarato anche al maresciallo delle fiamme gialle incontrato ieri mattina, su pettegolezzi non accertati che da tempo girano nel municipio. Seguire le chiacchiere non comprovate da atti non è nel mio costume. Ho comunque piena fiducia nelle forze dell’ordine che si faccia presto chiarezza su questi episodi e sui tanti già denunciati in questi anni».

da Il Roma del 4 dicembre

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