Deceduto il vigile urbano Stefano Lepore. Il sindaco: “Di fronte a tragedie come queste inutili le parole”

Deceduto nella prima serata di oggi il vigile urbano che, due giorni fa, si è esploso un colpo alla testa, per motivazioni ancora sconosciute, nella sua casa di Portici.

Stefano Lepore, questo è il nome dell’agente, lascia nel più profondo dolore la moglie, i suoi due figli ed i nipotini che non potranno più riabbracciare il tenero nonnino che, a detta degli amici più stretti, non aspettava altro di andare in pensione, tra pochi mesi, per riabbracciarli e trascorrere con loro, residenti a Milano, un periodo più lungo di permanenza nel capoluogo lombardo.

La notizia del decesso, dopo il ricovero in codice rosso presso l’ospedale Loreto Mare, si è diffusa già nel primo pomeriggio, quando l’uomo era già stato dichiarato cerebralmente morto, ed ha gettato tutti nel più profondo sconforto.

Domenico GiorgianoTra i primi ad esternare il proprio cordoglio alla famiglia Lepore, l’ex sindaco Domenico Giorgiano che ha dichiarato: “Di fronte a tragedie del genere le parole sono sempre superflue. Il mio pensiero corre subito alla famiglia, alla moglie ed ai suoi due figli. Nelle prossime ore andrò da loro per esprimere da vicino le mie condoglianze. Nelle scorse ore ho anche chiesto in municipio se vi fossero state situazioni in ambito lavorativo che possano aver provocato questo inspiegabile gesto o se qualche stretto collega possa aver avuto percezione di uno stato di malessere e tutti mi hanno confermato che nulla è successo, che Stefano era contento del lavoro che svolgeva e che niente avrebbe mai fatto pensare all’ipotesi di un gesto così disperato. Sono addolorato e, come me, lo sono tutti i dipendenti del Comune con cui Stefano aveva un ottimo rapporto, nessuno escluso!”.

La famiglia in queste ore potrebbe dare l’autorizzazione alla donazione degli organi dell’uomo, perpetuando oltre la sua stessa vita una delle caratteristiche dell’uomo evidenziata da quanti lo conoscevano: la generosità!

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