Aquilino Di Marco calunniato

Aquilino Di Marco«Penso che a San Giorgio quando non si riesce a contrastare gli avversari politici sul piano della politica, qualcuno preferisca servirsi della calunnia ed è quello che sta accadendo nei miei riguardi. Di tutto ciò però ho informato minuziosamente le forze di polizia. Spero che qualche magistrato disponga indagini approfondite, perché ora temo per la mia incolumità e per quella dei miei congiunti».

Parole amareggiate del consigliere Aquilino Di Marco che, dopo l’incendio doloso della sua auto, negli scorsi giorni ha registrato nuovi episodi contro la sua persona e la sua attività politica.

«Pochi giorni fa – ha raccontato il consigliere – mi sono dovuto recare presso la locale stazione dei carabinieri per denunciare l’ennesima calunnia perpetrata ai miei danni, dopo ben due denunce apocrife consegnate agli stessi carabinieri ed alla guardia di finanza. La firma in calce alle missive recapitate agli organi di polizia era la mia, ma era contraffatta: io non ho mai fatto quelle denunce, tra l’altro volte a colpire persone interne all’amministrazione anziché atti ritenuti illegittimi. Dopo le denunce apocrife, come dicevo, è di questi giorni l’ennesima calunnia, stavolta perpetrata proprio dai vertici dell’amministrazione. Sarei stato additato dallo stesso sindaco e da componenti della giunta come il responsabile del mancato spostamento del mercato settimanale non alimentare da via San Giorgio Vecchio agli spazi della proprietà Morgese dove il mercato si era svolto per tutta l’estate. Il sindaco avrebbe comunicato ai mercatali che in quei terreni in Cupa San Michele non potevano più andarci a causa di una denuncia e, nella stessa riunione, è stato affermato che quella denuncia sarebbe stata effettuata da me. Posso tranquillamente affermare che quella denuncia non ci è mai stata, anzi, e di questo darò prova testimoniale anche agli stessi commercianti del mercato, agli inizi di gennaio ho richiesto al sindaco se vi erano motivi ostativi che impedissero lo svolgimento del mercato in quell’area ed il sindaco stesso, lo scorso 30 gennaio, mi ha consegnato una risposta scritta nella quale chiariva che non vi era nessun impedimento tecnico alla possibilità di spostare lì il mercato, salvo poi dire alla rappresentanza dei mercatali ricevuti martedì scorso che questa soluzione non era più perseguibile per colpa di una mia fantomatica denuncia. Oramai viene fatto il mio nome ogniqualvolta non si ha il coraggio di rifiutare permessi o concessioni. È successo anche per alcune associazioni culturali alle quali non sono stati concessi spazi e contributi giustificando il fatto con la motivazione che io avrei contestato gli atti. A distanza di 20 giorni dall’incendio doloso della mia auto – conclude Di Marco – sono sempre più convinto che le motivazioni di quel gesto intimidatorio sono da ricercare in ambito politico e non, come disse il sindaco, nel privato. Spero che quanto prima qualche magistrato disponga indagini approfondite su questi avvenimenti, altrimenti, per la mia incolumità e per quella della mia famiglia, sarò costretto a dimettermi e non credo che questo sia un “risultato” perseguibile per un’amministrazione che si dice democratica e rispettosa delle opposizioni».

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