Aperto il parco di Via Aldo Moro

10931188_10204888732830504_4917892874148290271_nAperto senza clamore e nel giorno del mercato settimanale, il parco di via Aldo Moro, alla presenza del commissario prefettizio Giacomo Barbato, del segretario generale, Pasquale Incarnato e del dirigente del settore patrimonio, Giovanni Vitale. Grandi assenti il proprietario del terreno su cui è stato costruito il parco, Pietro Cassese, che ha donato l’area alla città e che ancora ne fornisce l’acqua in attesa del nuovo allaccio idrico, ed il coordinatore, fino a pochi giorni fa, del Laboratorio Regionale Città dei Bambini e delle Bambine, Francesco Langella, che della realizzazione del parco è stato l’ideatore e promotore.
L’assenza che ha però fatto più rumore è stata quella dei bambini della città che, in orario e giorno lavorativo, erano a scuola e non hanno potuto gioire del tanto atteso click del lucchetto che, da oramai più di tre anni, da quando i lavori del parco sono completati, interdiceva l’accesso all’area verde attrezzata.

commissario Barbato inaugura il parco di via Aldo MoroLE MOTIVAZIONI SPEGATE DAL COMMISSARIO – «Non abbiamo voluto fare un’inaugurazione in pompa magna – ha detto il commissario Barbato – perché queste sono cose che attengono alla politica ed il mio ruolo è solo quello di colui che deve portare avanti esclusivamente l’ordinaria amministrazione. Il parco era pronto, nessun motivo ne impediva più l’apertura ed ho pensato fosse giusto non aspettare più oltre. Siamo in pieno periodo elettorale e mi sembra giusto che su questa occasione non vi siano paternità politiche se non quelle dei bimbi che entrano in possesso di uno spazio da loro e per loro realizzato».

11088348_10204888625387818_7066534805069578024_nIL PRIMO PROGETTO IN ITALIA DI ARCHITETTURA PARTECIPATA – Il progetto del parco è nato nel 2005 da un laboratorio di architettura partecipata con i bambini delle classi quarta del I e III Circolo Didattico. L’attività di progettazione partecipata fu intrapresa, attraverso il Laboratorio Regionale Città dei bambini e delle bambine, con la partecipazione degli alunni del plesso Gianturco (oggi Troisi) e del plesso Don Milani, la cui platea insisteva sull’area in questione.
Il laboratorio di architettura partecipata, probabilmente il primo attuato in Italia per un’intera struttura, è solo una delle tante iniziative portate avanti dal Laboratorio regionale che da alcune settimane ha sospeso le attività a causa della scadenza del contratto, e del mancato rinnovo, per il coordinatore Langella che si è dichiarato disposto, pur di non interrompere dei processi educativi e didattici dei bambini, laddove cavilli burocratici impediscano il rinnovo dell’incarico, a lavorare anche in maniera gratuita o con un compenso simbolico, purchè venga riconfermato nella sua funzione, il tutto per evitare, che dopo 20 anni di vita, il laboratorio regionale chiuda i battenti.

10409369_10204888729910431_1355623176075703644_nLA CURIOSITÁ – Nella vasca ornamentale del parco sono posizionate delle mattonelle di Vietri che la moglie del costruttore, oggi deceduta, aveva acquistato per sé. «Pietro Cassese – ha detto Francesco Langella – ha voluto posizionarle nel parco come dono simbolico e contributo della moglie ai tanti bambini che la popoleranno».

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