Alienazione del patrimonio immobiliare: Di Marco: un provvedimento contro la povera gente!

Alienazione del patrimonio immobiliare residenziale comunale ed aumento delle tasse, due punti non presenti nel programma elettorale del sindaco Giorgio Zinno, ma tra i primi atti della nuova amministrazione.
È quanto denuncia il consigliere d’opposizione Aquilino Di Marco che dichiara: «Fino ad oggi pensavamo che le famiglie mononucleari fossero rappresentate da anziani soli, per Zinno invece sono rappresentate da facoltosi imprenditori, professionisti in carriera, manager affermati che possono anche permettersi di pagare anche aumenti sproporzionati della tariffa per i rifiuti. La ciliegina sulla torta è invece la notizia data in sordina nell’ultimo consiglio, senza neanche un contraddittorio: l’alienazione del patrimonio immobiliare residenziale.
Un’operazione che stanno attuando anche altre amministrazioni, ma che per loro riguarda appartamenti ed immobili di lusso; qui a San Giorgio stiamo invece parlando di case popolari in cui vivono famiglie che, oggi più di ieri, vivono sbarcando il lunario con enormi difficoltà. In periodi in cui abbiamo concittadini costretti a vivere in auto per aver perso tutto, non possiamo creare i presupposti che questi casi aumentino».

Aquilino Di Marco«La situazione che stiamo vivendo – dichiara Di Marco – è frutto di una gestione della cosa pubblica che ha dissanguato le casse comunali anziché ridimensionare le spese. In pochi anni, il precedente sindaco Giorgiano e l’allora vice ed assessore alle ville vesuviane Zinno, hanno interrotto le entrate dell’Ente per quei locali che erano posti a reddito per concedere gli stessi in uso gratuito ad associazioni che li hanno utilizzati per feste private o eventi a bigliettazione, hanno ossia fatto cassa e le spese le hanno sostenute i cittadini. Oggi si parla di mettere nuovamente a reddito quei locali? Benissimo, ma chi aveva interrotto questa buona prassi?».

Il tasto più dolente per Di Marco resta comunque la gestione degli immobili residenziali di proprietà comunale. «La loro alienazione – spiega – potrebbe portare facilmente, non essendo possibile vincoli che evitino ciò, speculatori ad acquistare la casa della povera gente per poi aumentare canoni di locazione o presentare loro sfratti esecutivi. Dall’altra parte, seppure viene imposto il diritto di prelazione per gli attuali locatari, quanti di loro in questo periodo sono in grado di poter acquistare casa? Corriamo il rischio di svendere a terzi un patrimonio immobiliare nel periodo meno propizio per gli attuali residenti, che pur di non perdere casa potrebbero finire nelle mani di gente senza scrupoli, e per l’Ente costretto a vendere nel momento in cui le quotazioni del mattone sono ai livelli più bassi. Tra l’altro non credo proprio che con i soldi ricavati possano ripianarsi buchi di bilancio di 8 anni di cattiva amministrazione».
Il consigliere conclude annunciando che chiederà quanto prima che dell’alienazione del patrimonio immobiliare si discuta in una seduta di consiglio aperta ai cittadini residenti negli alloggi popolari.
«Visto che si sta decidendo del loro destino – dice Di Marco – è giusto che siano consultati in prima persona».

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