25 novembre la città dimentica Noschese!

Da “Il Roma” di oggi 26 Novembre

Alighiero Noschese, “mister cartacarbone” per come era stato ribattezzato per la sua capacità di imitare voce e movenze di 1156 personaggi, ieri avrebbe compiuto 82 anni, ma la sua città, dove si rifugiava in cerca di serenità e dove ha disposto fossero ospitate le sue spoglie dopo la morte, lo ha nuovamente dimenticato non riservandogli né un fiore né un omaggio in suo ricordo. Una dimenticanza che si ripete oramai di anno in anno ed a cui più volte associazioni culturali del territorio hanno chiesto, con manifestazioni spontanee, di porre rimedio adottando, così come si fa per Troisi, l’abitudine di ricordare il più grande ed abile imitatore di tutti i tempi, nel giorno del suo compleanno non permettendo che le giovani generazioni non vengano a conoscenza del suo estro artistico.

Un anno fa fu l’associazione Obiettivo Cultura a proporre, nella biblioteca di villa Bruno la presentazione del libro “Alighiero Noschese: L’uomo dai 1000 volti” di Andrea Jelardi, e la annessa mostra fotografica allestita negli stessi spazi della biblioteca di cultura vesuviana.

«In quell’occasione – racconta Achille Annoni, allora presidente dell’associazione – l’autore del libro e proprietario di quella mostra, decise di donare alla città di San Giorgio quel patrimonio fotografico, purchè si trovasse uno spazio adeguato dove allestirla e dare alle giovani generazioni l’opportunità di conoscere quel poliedrico artista dai mille volti e voci. Quelle foto sono tutt’ora custodite dalla nostra associazione perché da allora, nonostante le promesse fatte, l’amministrazione non si è detta ancora interessata ad esporre in modo permanente la mostra in spazi pubblici».

Aquilino Di MarcoRelatore in quell’incontro di un anno fa, fu anche il consigliere Aquilino Di Marco. «Ci tenni a precisare allora come oggi – dichiara a riguardo – che organizzai insieme all’associazione Obiettivo Cultura, quell’incontro come estimatore di Noschese, prima che come consigliere. Io sono di quella generazione che con Alighiero Noschese e le sue performances è cresciuto e, devo dire, si è anche avvicinato alla politica ed alla realtà quotidiana grazie alla sua satira che, rispondendo alla logica della riflessione e non del mero riso, era sagace, pungente, ma mai irriverente verso i personaggi oggetto delle sue gag. I comici di oggi, oltre che gli imitatori, avrebbero tanto ancora da imparare dall’insuperabile maestro Alighiero Noschese».

L’analisi di Di Marco si sposta poi sul mancato ricordo in città dell’illustre concittadino. «L’attuale amministrazione – dice – ci sta abituando alla rimozione della memoria, senza rendersi conto che dimenticare chi ci ha preceduto, non conservare memoria e non far rivivere nell’esempio i grandi artisti che hanno reso onore con la loro arte la nostra cittadina, vuol dire non alimentare il presente e non investire nel futuro. Una città che non ha memoria è una città già morta. Ed una città che ha perso l’abitudine di aggregarsi intorno al nome di Noschese, pian piano anche di Troisi, che non lo ha mai fatto intorno a quello di Fiorenzo Serra, e di tanti artisti oramai dimenticati, è una città che non riconosce più la sua eccellenza artistica, un elemento che, fine a qualche anno fa, ci rendeva identificati in tutta la provincia napoletana. Questa era la città del Premio Massimo Troisi e Alighiero Noschese, fucine di talenti; oggi è la città che dimentica persino un ricordo di entrambi gli artisti».

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